Luoghi/Attività: Cenni su via dell'Anguillara e sulla Fonderia Michelucci |
Corso A. Gramsci, 82 - Lapide a GIOVANNI MICHELUCCI ![]() Nei pressi dell'incrocio di san Vitale è posta una lapide che ricorda la casa natale dell'architetto pistoiese Giovanni Michelucci. ![]() GIOVANNI MICHELUCCI(Pistoia, 1891 Firenze, 1990)
Chiunque percorra lo svincolo autostradale di Firenze nord, non può fare a meno di ammirare la struttura imponente della chiesa di San Giovanni Battista, detta dell’Autostrada, la grande “tenda” in pietra realizzata tra il 1961 e il 1968 da Giovanni Michelucci, considerato a merito uno dei più grandi architetti e urbanisti contemporanei. Molte delle sue opere sono entrate a pieno titolo nella storia dell’architettura. A Pistoia, dove Michelucci ha lasciato alcune testimonianze architettoniche come le chiese di Collina, della Vergine e del Villaggio Belvedere, oltre ad alcune residenze private, è possibile vedere i suoi progetti, disegni, plastici e lucidi nel Palazzo Comunale, dove è allestito il Centro di Documentazione Giovanni Michelucci. In tutta la produzione dell’architetto emerge il profondo interesse per la città intesa come luogo della collettività, dove “case, quartieri, zone, siano non per gli abitanti, ma per gli uomini.” A sinistra della casa di Michelucci, percorso un breve tratto, si incrocia una piccola volta, detta “del pesce”, che immette in via dell’Anguillara. Volta del pesce e via dell'Anguillara
Ricordata come "Volta del Pesce" già dal 1473, è possibile che tale nome derivi dalla presenza in questo luogo di attività attinenti ai prodotti ittici. Dopo la volta ha inizio via dell'Anguillara, così denominata dal 1845. La tradizione popolare fa risalire il nome di questa strada all'esistenza nella zona di una pescheria, forse specializzata nella vendita delle anguille. ![]() Fonderia Michelucci
All'inizio di via dell'Anguillara aveva sede, fino al 1976, la Fonderia artistica Michelucci, della quale oggi resta soltanto una scritta sbiadita dal tempo, dipinta sui muri ormai in rovina dell'antica fabbrica. Fu Giovanni Michelucci, uno dei nomi più celebri dell'architettura del Novecento, che intorno al 1919 volle trasferire qui la prestigiosa officina di famiglia, fondata nel 1864 dal nonno Giuseppe nel vicino l'orfanotrofio Puccini e specializzata nelle fusioni d'arte a cera persa e nella lavorazione del ferro battuto. Ben presto, però, Giovanni lasciò nelle mani del fratello più giovane, Renzo Michelucci, la direzione della fabbrica, il quale scelse di potenziare la produzione della fonderia artistica. ![]() |
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